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trio

Desideri segreti – Tra di noi qualcuno per caso


di desireux
08.10.2021    |    1.154    |    4 9.5
"Finimmo sulla sabbia, sdraiati, lui sotto ed io ad accogliere quella mazza dentro di me, i miei seni lo soffocavano, gli schiacciavo comprimendo i seni con forza sul viso e spingendo il bacino su..."
A volte succedono cose che non ti aspetti.
Cose che magari hai sempre desiderato, pensato, sognato, cose che ti hanno fatto anche godere. Situazioni che sono state condivise e desiderate nei momenti più intimi, in quei momenti, dove le menti si staccano dal corpo e viaggiano, nei desideri più peccaminosi, dove entrambi gli amanti si lasciano andare, spogliandosi delle vesti del pudore e lasciano che ogni desiderio venga fuori, e sia condiviso con l’altro.

Avevamo sempre fantasticato un incontro a tre, un incontro dove Max mi avrebbe guardata da fuori le lenzuola, ed avevamo sempre trovato eccitante la situazione. Masturbarmi mentre lui mi guardava, pensare ad un altro uomo e godere sentendolo dentro di me, e allo stesso tempo sapere che Max si eccitava mi faceva sentire presa da due uomini.
Non lo avevo mai provato, ma la sensazione era cosi reale, cosi eccitante che sentivo di essere un’esperta del gioco, forse perché in quei momenti riuscivo con la fantasia, a fare sesso con chiunque, con tutti quelli che mi piacevano, li chiamavo, sussurravo il loro nome, li vedevo godere con me, li sentivo sottomettersi al mio piacere.
Altrettanto Max si faceva coinvolgere, mi incitava, ci incitava a scopare di più, più forte, a non fermarci. I nostri desideri si intrecciavano, si accavallavano, si sovrapponevano fino all’orgasmo più intenso. Alla fine nessuno dei due si era nemmeno sfiorato, ma entrambi eravamo esausti e soddisfatti. Io mi rilassavo come se avessi scopato con il più grande stallone, come se fossi stata sbattuta per ore, mentre Max si godeva quel momento come se mi avesse posseduta in ogni modo. Amavamo quelle situazioni tanto da ripeterle quasi ogni volta che si faceva sesso, ogni qual volta che si scopava, ma sembrava dover rimanere un segreto tra di noi, un momento intimo di una coppia sognatrice.

Non c’era molta gente sulla spiaggia, era una mattina di settembre, in settimana, su quella spiaggia, si godeva il mare come su di un’isola deserta. Si riusciva a stare sdraiati a godere l’ultimo sole, a vivere intensamente quei momenti di relax che in altri periodi non li puoi nemmeno pensare. I lettini erano posizionati quasi in acqua, dal bar una leggera musica Lounge arrivava delicatamente a riva, rendendo l’atmosfera ancora più spensierata.
- Sally ti va un prosecco?
Risposi con un cenno della mano acconsentendo alla proposta di Max, che si alzo e si diresse verso il bar.
Dopo dieci minuti senti che si stava risedendo sul lettino, allungai la mano per prendere il mio prosecco ma non trovai nessun calice.
- Scusa, il prosecco?
- Stai tranquilla mi rispose, sta arrivando. Ho ordinato anche qualche stuzzichino. Mica potevo portare tutto io?
- Gianni mi ha detto che avrebbe provveduto col servizio. Ah…ha detto anche che meriti un trattamento particolare.
- Ridendo aggiunse: probabilmente il trattamento che ti vuole riservare è molto lungo.
Continuai a godermi il sole in attesa dell’aperitivo, pensando alle parole di Max riguardo al trattamento riservatomi da Gianni. “Sono sicura che vorrebbe mettermi le mani nel costume quel porco, solo come mi guarda mi fa sentire nuda, qualche giorno lo sistemo e la smettiamo di giocare”.
- L’aperitivo è per voi?
Una voce sconosciuta all’improvviso, non era il ragazzo che conoscevamo. Un tono di voce che attraversava con sottile timidezza il rumore del mare e la musica Lounge. Cercai di capire chi era, come fosse fatto, ma niente, il ragazzo posò il vassoio sul tavolino dietro di me e andò via.
Max intuì la mia curiosità e porgendomi il bicchiere disse:
- Stefan… si chiama Stefan.
- È un nuovo acquisto di Gianni, dice che è brasiliano ed è arrivato qui da poco.
- Un brasiliano? Risposi… mapperò!
- Troia “mi rispose Max”
Cominciammo a ridere bevendo il nostro aperitivo.
Andai a fare un bagno con il mio materassino, ero accaldata fuori e anche dentro, il prosecco aveva avuto su di me il solito effetto. I miei freni inibitori si erano sganciati, la voglia di scopare su quella spiaggia si era impossessata di me, per reprimere le mie voglie contro la mia volontà, mi tuffai in quelle acque cristalline, cercando refrigerio.
Una volta in acqua decisi visto anche le pochissime persone, di liberarmi del costume, appoggiai gli indumenti sul materassino, lo legai alla boa e cominciai a nuotare nuda. L’acqua mi scivolava tra i seni, le gambe si aprivano per nuotare e la mia figa accoglieva quel movimento come un invito a godere, non resistetti più di tanto che le mie mani cominciarono a intrufolarsi nel mio corpo, cominciai a massaggiare le labbra della fica, avevo voglia di essere penetrata, posseduta. Desideravo che uno sconosciuto mi possedesse da dietro senza farmi girare, senza sapere chi fosse, avrei voluto sentire i suoi colpi decisi, il suo cazzo duro riempirmi con decisione, mentre immobilizzata dal piacere non avrei avuto la forza di girarmi per vedere la sua faccia. Desideravo un amante occasionale senza identità. Volevo godere insieme ad un estraneo, fino a farmi riempire il ventre del suo seme. Nel mentre le mie dita mi scopavano, non potendo avere le dimensioni che desideravo cercavo di infilarle nella figa dando colpi decisi fino a godermi tra le mani. Immaginando che quello sconosciuto si sarebbe allontanato da me dopo avermi fatto godere, dopo che lui avrebbe goduto. Ero venuta ancora una volta nel modo in cui mi piaceva di più, ma questa volta senza Max. Da sola, sola in mezzo al mare, solo io ed il mio amante immaginario. Pensando che prima o poi avrei dovuto dare un volto a questo desiderio, una forma un corpo. Prima o poi doveva diventare realtà.
Restai qualche minuto sul materassino a rilassarmi, dopo essermi ricomposta e rimesso il costume.
Mi sdraiai al sole con le onde che mi cullavano come a coccolarmi, prima di fare ritorno in spiaggia da Max.
Quando decisi di avviarmi verso l’ombrellone mi resi conto che Max era seduto in compagnia, ma il sole di fronte non mi faceva capire con chi era seduto, si intravedeva un’altra sagoma ma no si distingueva se fosse un uomo o una donna.
Quella sagoma era seduta di spalle, cominciavo ad intravedere qualche particolare, mi avvicinavo e capivo che era un uomo, mi avvicinavo di più e notavo che era un uomo con un fisico atletico, moro, con spalle robuste e gambe scolpite. Uscii dall’acqua e trovai uno sconosciuto a parlare con Max.
“Eccola qua, ti presento mia moglie” esclamò appena mi vide.
- Sally lui è Stefan, fa parte dello staff di Gianni.
- Molte lieto, disse con voce timida.
Era la stessa voce dell’aperitivo, finalmente quella voce aveva un volto, un corpo… e che corpo!
Mi sedetti di fianco a Max e di fronte a Stefan, i miei occhi si posarono direttamente sui pantaloncini bianchi del ragazzo che evidenziavano la sua pelle olivastra ed il suo pacco regalo.
- Ciao Stefan, mi diceva Max che sei brasiliano?
- Si diciamo… sono di origini brasiliana, mia madre era di quelle parti, ma io sono italiano a tutti gli effetti.
Anche lui poso gli occhi sul mio seno ancora bagnato da quel bagno di peccato che avevo fatto pochi minuti prima.
- Cosa fai oltre a lavorare qua? Gli chiesi
- Sono un fisioterapista. Mi rispose
Subito Max colse al volo l’affermazione di Stefan: “Adesso hai sbagliato risposta” disse “ora Sally ti chiederà un massaggio e non la smetterà fino a quanto non l’avrai accontentata.
- Sarà un onore accontentarla Max, logicamente con il tuo permesso.
La cosa che sembrava detta per scherza suscitò in me un’immediata curiosità tanto da formulare la domanda decisiva: “Quando avverrà questa cosa?”
- Quando vuoi disse Stefan, anche adesso. Visto che il bar è chiuso ed ho smesso di lavorare, sono libero. Se vuoi vado a prendere un po' di oli e cominciamo.
Gli sguardi si incrociarono tra me e Max, con un segno di intesa immediata, “Ok disse Max, vediamo se sei all’altezza di far rilassare la mia Sally”
Nel frattempo la spiaggia si era completamente svuotata, quelle poche persone erano andate via, tutti gli ombrelloni erano stati precedentemente chiusi da Stefan, che aveva lasciato aperto solo il nostro. Il tramonto piacevole di settembre stava prendendo possesso della spiaggia. Max spostò il suo lettino di qualche metro si sdraio e si mise in attesa che ritornasse Stefan. Io mi sdraiai e mi versai un altro prosecco che non aveva più la freschezza di quello precedente.
Finalmente Stefan era pronto per cominciare. Chiedendomi il permesso si tolse la maglietta e resto solo con i pantaloncini. Mi chiese di girarmi, poi chiese a mio marito se poteva slacciarmi il reggiseno del costume. Max rispose che poteva farlo lui stesso, e aggiunse con un’espressione da bastardo arrapato: “se deve può sfilarsi anche gli slip?”
Il ragazzo tentennò a rispondere, cosi prontamente da troia ancora più bastarda di Max, mentre loro decidevano mi sfilai gli slip e rimasi nuda sul lettino, pronta per essere massaggiata da quel pezzo di ragazzo di origini brasiliane e fomentando le perversioni di mio marito, che non aspettava altro che Stefan cominciasse a toccarmi.
L’olio mi inondò tutto il corpo, le sue mani si muovevano sulla mia pelle morbide e delicate, ogni parte del mio corpo veniva delicatamente toccata, rilassata, la mia mente si isolò dal corpo, avevo gli occhi chiusi ma lo vedevo, vedovo i suoi movimenti, la sua faccia, sentivo il suo respiro scivolare su di me. Sembrava che avesse mille mani, riusciva a coprire tutto il corpo, lo sentivo ovunque. Ero unta, bagnata ed eccitata. Cominciò a toccarmi il culo mettendosi davanti a me stendendosi sulla mia schiena, appoggiando il petto su di me. Mi proponeva il cazzo davanti, gli cresceva nei pantaloni con una prepotenza e una dimensione esagerata. Quando vidi il cazzo di Max fuori dal costume, duro, capì che era il momento. Che quel momento tanto desiderato si stava avverando. Che Stefan era lo sconosciuto che ci avrebbe portato nel lussurioso mondo del sesso a tre.
Con un movimento rapido gli tirai fuori il cazzo dai pantaloncini. Era più grande di quanto lo immaginavo, duro, liscio, perfetto, sembrava intagliato da un ebanista. Cominciai a succhiarlo e leccarlo mentre lui continuava il massaggio. Seguivo il ritmo delle sue mani e muovevo bocca e lingua con la stessa cadenza. Il suo sapore era diverso, era il sapore della trasgressione, lo tenevo in bocca come un premio alla mia sessualità, era un piacere infinito. Lo invitai a scoparmi da dietro, a farmelo sentire tutto dentro nella sua maestosità. Si perché quel cazzo era maestoso, imponente.
La timidezza di Stefan svanì nel momento che cominciò a chiavarmi. Spingeva quel mostro dentro di me con l’ardore di e la foga che mai avevo sentito, provavo sensazioni indescrivibili, godevo. Godeva anche Max che di fianco si masturbava come un ragazzino davanti ad una rivista porno. Godeva Stefan quando gli contraevo i muscoli della figa intorno al cazzo.
Finimmo sulla sabbia, sdraiati, lui sotto ed io ad accogliere quella mazza dentro di me, i miei seni lo soffocavano, gli schiacciavo comprimendo i seni con forza sul viso e spingendo il bacino su di lui fino a sentirlo in gola.
Con un cenno invita Max a prendermi da dietro, a riempirmi il culo. Mi feci scopare sulla spiaggia da entrambi, urlando e gemendo di piacere. Uno davanti e l’altro dietro, fino a farmi godere anche l’anima, quell’anima da troia che finalmente era venuta fuori e che non mi avrebbe più abbandonata. Mi riempirono entrambi del loro seme, venimmo insieme tutti e tre nello stesso istante. Godemmo fino all’ultimo respiro.
Era l’ultimo giorno di un’estate qualunque, un’estate di relax. Fu il primo giorno di una vita diversa, una vita di godimento che non ci avrebbe più lasciato. Io e Max, Max e io e tra di noi qualcuno per caso.
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